Domenica, 05 Settembre, 2010
   
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Il Movimento Per le Autonomie

Tra le persone. È all’interno della società civile che l’avventura politica di Raffaele Lombardo e del Movimento per l’Autonomia (MpA) ha inizio, ed è nella tutela su scala nazionale delle istanze del popolo siciliano e dell’universo culturale ed economico del Mediterraneo che il MpA vede il proprio punto d’approdo programmatico.

Quella del Movimento per l’Autonomia, giunto ormai al quarto anno dalla sua fondazione, è la storia di una lista civica che, in seguito ai successi ottenuti grazie a un profondo e distintivo radicamento nel territorio (successi, ancora una volta, ottenuti tra le persone e per le persone), ha deciso di strutturarsi come partito nazionale.

È in quest’ottica che il Movimento per l’Autonomia, realtà estranea alla tradizionale logica dei partiti italiani troppo spesso preda di logiche di potere, affronta le responsabilità dell’essere al Governo. Il confronto costante e diretto tra Raffaele Lombardo e Silvio Berlusconi garantisce l’impegno assunto dal MpA nei confronti dei propri elettori e mette in evidenza quali siano le priorità del Governo in merito alle politiche economiche e sociali da attuare in Sicilia e nel Mezzogiorno.

Le grandi opere e le infrastrutture, innanzitutto: il Ponte sullo Stretto, che è ormai una necessità per il Paese e per l’intero bacino del Mediterraneo. La fiscalità di vantaggio. Il Patto per le Autonomie. Il dovere di combattere per un Paese che, come sancito dall’Art. 5 della Costituzione, sappia effettivamente promuovere le autonomie locali, attuare il più ampio decentramento amministrativo e adeguare i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Fondamentale per l’affermazione del Movimento per l’Autonomia e per le vittorie che ne sono conseguite è il ruolo del suo Segretario e fondatore Raffaele Lombardo, eletto Presidente della Regione Siciliana in occasione delle elezioni del 13 e 14 aprile 2008. Nel gennaio 2009 un sondaggio Ipr - Sole 24 Ore conferma la popolarità del Presidente e ne ribadisce la fama di Governatore più apprezzato d’Italia.

 

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